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"Giovedì, era proprio giovedì... non ricordo altro: giorno, mese, anno"

"Proceda con ordine:... il luogo: lo studio, sì lo studio di Giorgio Upiglio, studio, atelier, stamperia di Giorgio, del maestro, Via Fara n. 6 al primo piano. Non c´era, c´era perché da li traslocò 3 o 4 volte, in giro per Milano, adesso è tornato proprio in Via Fara, proprio di fronte, al numero 8 ...
"Proceda..."
Non c´era targa, un ritaglio di un catalogo, di un invito, un biglietto da visita ingiallito ne indica l´esistenza...
"Proceda, per favore più sintetico, senza perdere il filo... Brandolino Brandolini D´Adda a Rueglio" ...Rueglio un ridente... paese...
"Basta..."
Vanni Scheiwiller...
"Si attenga ai fatti..., a verbale... l´incidente del conte... Bardolino...
"Il più bel libro d´artista del dopoguerra" aveva scritto detto raccontato, ridetto e riscritto, Vanni, noto editore e critico d´arte, aveva scritto sul Sole 24 Ore e Panorama, mi sembra... è un bel libro, è vero... ma non è questo che volevo dire... così... bene... ogni volta che incontravo Vanni tornava a dirmi e veniva a parlare del Duale (il titolo del libro) in privato o in pubblico...: il più bel libro del dopoguerra, ma ahimè... non riusciva a tollerare il testo. Mi piace pensare che ogni espressione d´arte vada intesa come un organismo armonico, nella metafora, al diavolo...
 

Grafica Uno

Le metafore, dove non si può obbiettare, sostituire, omettere, mutilare, accrescere dilatare alcunché altrimenti viene meno il concetto stesso di opera d´arte; è emblematico il libro d´artista dove testo, immagine, scelta della carta, la tipografia e la legatura... il tutto è parte del tutto che lo compone e suona in piena armonia. Dice... "Ogni libro che ho inciso, immaginato, pensato, firmato, scritto anche il testo un paio di volte, ha teso e forse raggiunto la completa interezza.
Non mi ricordo proprio, forse fra una birra, un baby wiskey e diverse sigarette Giorgio Upiglio, stampatore famoso, nel suo atelier avevo lavorato gomito a gomito con Vilfred Lam, Matta, Alicisky, Dime. Correvano fiumi di inchiostro, alcool e idee in Via Fara, vicino alla Stazione Centrale, mi propose di pensare un libro, lui sarebbe stato stampatore ed editore.
"Interessante... " bofonchia Fernando
Vivevo in quegli anni nel 19... in una casa colonica...
"Non si dilunghi... stringa... stringa"
Colonica, dicevo, immersa in un bosco di castagni e larici, come nelle favole accessibile la casa, che non era di zucchero, è di marzapane, ma ben piantata nella terra di pietra e mattoni, accessibile da una mulattiera che finiva poco sopra a quella del figlio del prete (dico sul serio) che aveva anche un discreto appezzamento di terreno confinante con il mio.
Trascorrevo in montagna anche lunghi periodi dell´anno. Vado in paese due o tre volte la settimana per scorciatoie o la "sterrata" piena di buche e pietroni, a fatica passare il trattore, impresa stravagante e pericolosa per una automobile.
Inizio a lavorare a colpi di matita e acquarello, raccolgo funghi, spacco legna, vado in alta montagna, cucino... in capo a un mese torno a Milano con il menabò completo pagina per pagina fin nei minimi particolari.

Rifiuto l´idea di un testo "d´occasione" come succede spesso: un testo lirico di un poeta conosciuto..., la poesia si impagina bene pochi la leggono e nessuno la capisce. Avevo in mente..., solo confusione non riuscivo trovare perché non sapevo che cosa cercare... Deluso mi ritrovo in montagna prima che arrivi l´inverno che rende la vita in quella casa possibile, ma non semplice: senza elettricità, acqua dalla sorgente, il camino e le stufe la rendono confortevole, ma richiede tempo, attenzione e fatica, avevamo un bambino piccolo, due anni, un gatto e poco denaro. La comunicazione con la città avviene per posta, il telefono pubblico è affidato alla gentilezza del macellaio del paese, benestante "compagno" intellettuale assessore comunale, era stato perfino in Russia in viaggio politico − culturale... La moglie del macellaio era una donna ancora piacente, ciò significa non più giovane, maestra elementare delle 5 classi tutte raccolte nell´aula del municipio... Proprio il macellaio arriva trafelato alla cascina sempre con una bottiglia del suo vino per omaggiarmi, perché aveva telefonato Brandolino che sarebbe venuto volentieri a trovarmi da lì a due o tre giorni.
"E´ mai possibile che ogni volta che abbiamo una persona a cena tu debba raccontare la storia mitica del buon rifugio, del buon villano, del buon Brandolino... mio caro"
"Lasciami dire leggevo allora in modo disordinato: fantascienza, Borges, Casares, comix, Cortazar... i primi libri dotti che pubblicava l´Adelphi... e arrivò Brandolino..., che la bottiglia del macellaio era già finita da un pezzo... E così è arrivato Brandolini con la sua Jaguar nuova, lustra, nera, faticosamente lo sa solo Dio come, avesse scalato il sentiero, e dopo stava a prender fiato, se fosse acquattata nell´erba alta e il sottobosco come un animale, in attesa, fedele del padrone che aveva portato una rosa per la moglie, un giocattolo per il piccolo, la bottiglia di vino i dolci della città dalla città e un testo da lui composto ispirato ai miei disegni per me... certo quasi tutti i libri nascono,lo vuole la logica... per il Duale non valse la regola non scritta che l´immagine illustri il testo e non viceversa. Puntualmente indeciso, collezione di sabbia o la strada per San Giovanni? Non ricordo... Einaudi... numero delle pagine, anno di pubblicazione costo in Euro o in Dollari, Italo Calvino ricordo molto bene, il testo racconta del cinematografo di paese, dei libri illustrati della sua infanzia, di come l´immagine, la favola non fosse quasi mai in sintonia con la narrazione lo precedeva o lo seguiva di troppo, nella mia infanzia ricordo (i libri): Salani, Salgari...: Le Tigri di Mompracem di come si scegliesse un libro "per regalo" dalla vivacità della copertina e delle illustrazioni accattivanti...

Lessi, feci passare il mio sguardo sulle parole battute a macchina su un foglio non più bianco, il testo, mangiammo un´ottima carne, verdure alla griglia, formaggi locali, bevemmo vino da aperitivo, durante la cena dopo e dopo... rilessi le poesie, feci finta di apprezzarlo molto... mentre non ci avevo capito niente allora ne´ mai. Brandolino e noi tutti, salvo il bambino e gli animali avevamo bevuto molto... Brandolino superava i due metri di altezza, è ovvio, ma si dice, venne ospitato nella stanza degli ospiti con due brande in fila, una dopo l´altra per contenerlo, in questo caso nella lunghezza. Brandolino la mattina sarebbe dovuto ripartire presto... subito dopo la prima colazione... quasi all´alba lo salutai e stavo per tornare a letto, faceva freddo, ero stanco di bagordi e di sonno arretrato, quando mi sentii chiamare da Brandolino con un filo di voce, me lo ritrovo davanti il Brandolino pallido come un cencio morto che barcollando mi disse che aveva avuto un incidente; più tardi la vidi la Jaguar nuova di Brandolino tagliata in due come la mela di Robin Hood che non avrebbe fatto di meglio, da un poderoso castagno che non se nera nemmeno accorto. Per fortuna di Brandolino all´ospedale ci dissero che non era stato leso alcun organo vitale....
E bravo... e bravo e bravo... proprio bravo...

Dopo un mese Brandolino mi chiese ancora se il testo mi era piaciuto... gli dissi "Sì" e che sarebbe stato pubblicato. E così fu per via di quell´incidente fatale, del vino, della montagna, della griglia, che tanto mi aveva scosso e commosso, l´omaggio, l´amarezza e la stima di Brandolino, Vanni Scheiwiller non mi perdonò mai per quella debolezza che purtroppo non è stata e non sarà l´ultima. "... il fatto..., venga al fatto..."
Alzò la testa dalla macchina per scrivere, afferrò la tazza del caffè... vecchio, freddo, acido. No ... ma, afferrò il bicchiere di Brandy Vecchia Romagna, dalla macchina per scrivere, che suonava con due dita..., la sigaretta piantata, incollata all´angolo destro o sinistro? della bocca contornata da un lungo capitello di cenere...; come al cinema... "E´ mai possibile che ogni volta che si varca questa porta perfino per chiedere un´informazione, ci si debba sentire colpevoli, criminali, solo per aver indossato le calze rosse."
 

2 A SEGUE

L´amico medico... un medico amico... Luciano... va meglio, "Perchè... perché vedi, alta tecnologia... maestria dei chirurghi... (appoggia gli occhiali sul tavolo, chiude gli occhi respira profondamente... e riprende... "a noi comuni mortali, una ventina di anni fa´ appariva straordinario, ancora adesso per certi organi, sono bravi è vero..., ma.... sorride, ma trapanano, pinzano, tagliano, rammendano, mettono ogni cosa al suo posto un po´ alla rinfusa, a seconda dell´estro e dell´intuizione del momento, sarà poi l´organismo ad arrangiarsi, ricomporsi a far in modo che ogni cosa si cicatrizzi e torni a funzionare per bene. Così espressa una complicata operazione di ore, fa venire in mente bassa macelleria e film dell´orrore... i dentisti, nel paradosso appaiono ingegneri, orafi del corpo umano... lavorare nella bocca, che non vediamo, sentiamo dolore, dolore quale memoria genetica nella bocca e negli organi sessuali... usano metalli preziosi e utensili affascinanti... Mio Dio... adesso ... si è rimesso gli occhiali e mi volta la schiena... contro la finestra... "prova pensare in natura: cade un seme nasce un larice, la tua pianta di Potus o che cazzo... curata e assistita soffre e...., per troppa o troppo poca acqua, uno spiffero freddo gli sarà fatale... una scopata sotto un ponte regala un paio di gemelli indesiderati di quattro kilogrammi ognuno, le migliori cliniche di Zurigo non sono state capaci di darti un erede! Penso e dico ciò che ho pensato, penso, mi dico e scrivo ciò che ho pensato..., vedi,... Rauschenberg, Picasso, Tapies, Tintoretto, Pollock hanno avuto, hanno la dimensione dell´insieme, della totalità.

Se guardassi da vicino la volta di un affresco, un dipinto di Rubens "va tutto insieme" le grandi pennellate come colpi di scopa che sbozzano ad effetto "senza badare" poi la lente dell´occhio passa, si posa su un piedino un alberello, un ricciolo dorato... è compito dello spettatore interpretare, leggere, lasciarsi ingoiare dalla magia dell´opera. "Quanto tempo ... lascio in acido..., Giorgio, devo tenere la morsura..." "Un po´ mi risponde... un po´ di tempo... due sigarette, fatti un giro, un caffè. Due birre e carica di malavoglia la sveglia, il metronomo che suona asfittico, disattesa che già la lastra è nel lavandino a lavarsi come una troia. Tutto perfetto al momento giusto, al suo posto, qual tanto che basta. Dipingere è come cucinare.
Le poesie sono le ricette messe in versi con parole difficili: mugolii di amori infelici, tradimenti o morte prematura sofferta."
Fa freddo la mattina a Fort Mason, come sempre la mattina e la sera per via della nebbia e il vento. Soltanto gli amatori, collezionisti, intenditori e penso, intenditori di cavalli, intenditori di cavalli gli zingari, sanno che lo stampatore d´arte, al pari del traduttore e relatore in letteratura, ha un ruolo fondamentale per la riuscita creativa e di qualità di un foglio o di una tiratura di stampe.
Fin dal primo incontro se non c´è sintonia, non c´è creatività... nelle lastre e sulle pietre... USA, California, San Francisco, Fort Mason, World Prize Il rapporto di collaborazione fra stampatore e artista, ore 10.30 am 12,30 am $1,50.
Abbiamo un interprete di eccellenza che conosciamo entrambi : Giorgio e io per ragioni diverse, in tempi diversi.
Stampatore e artista parlano la traduttrice traduce, il pubblico ascolta, secondo le regole, all´improvviso per noia, per impazienza, forse, Giorgio inizia rivolgersi e io a rispondergli in Americano, la logica si inceppa, il traduttore si sente inutile, un imbarazzo di sorrisi trattenuti poi qualche risata trabocca... per l´emozione persi o mi rubano la giacca di daino blu a cui tenevo molto, era molto costosa per me allora. Usciamo nel sole della baia con il vento, che sembra non smetta mai, la nebbia è già dietro le colline.
Il volume presentato a Milano e a Roma in spazi prestigiosi da personaggi altrettanto prestigiosi vinse il premio internazionale per la seconda volta, che già per il volume precedente, Rosaspina avevamo ottenuto lo stesso riconoscimento per l´artista, lo stampatore e l´editore. A Milano pochi minuti dopo l´apertura della mostra e pochi minuti dopo la presentazione del volume, strappai un lembo del frontespizio, sarei andato avanti così a strappare pagine , per dissacrazione e provocazione intelletual-inutile , se non mi avessero immobilizzato e messo in mano una birra e una sigaretta già accesa in bocca.
 

Sandro Martini

 

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