Il segno Home AffrescoRifodero
 

Il segno arrogante invade superfici che fino adesso gli erano state vietate. Dal muro scivola, passa, s'inerpica, sguscia sulle tele, carte, libri, pavimento, mani, faccia, narici nere di graffite.

Disegno o scarabocchio automaticamente come gli orientali snocciolano il rosario.

Scrivo o disegno e l'intreccio torna a tormentarmi: un colore specie se contiene anilina è pressoché impossibile coprirlo con il bianco.

Lascio che il segno prorompa, invada fino al suo apice, poi a poco a poco come è entrato dallo stipite senza porta ne esce senza più energia, autodistrutto. La sequenza ha proprio carattere fisico, dopo aver invaso la tela il segno si emargina ai bordi del telaio fino a scomparire. Queste tempeste, con successive quieti, durano generazioni di opere e per generazioni intendo un ciclo, un anno solare. Il segno è solo un esempio, questo avviene con altri elementi linguistici che contrassegnano il mio lavoro. Il segno è scomparso e "qualcuno" si affaccia nello stipite della porta che non esiste.

UN PARTICOLARE DI UNA GRANDE TELA DI METRI 1Ox6 PER UNA INSTALLAZIONE DESTINATA LA PRIMA VOLTA PER UNA MOSTRA ALLA GALLERIA BLU NEL 1988. IL SEGNO NASTRO E IL SEGNO GRAFITE CONVIVONO SULLO STESSO SUPPORTO ED HANNO LO STESSO VALORE.

Seguendo il corso della metafora, fin troppo animistica. Il segno ha invaso un territorio, in questo periodo, nell'ottantasette, ottantotto, in precedenza del tutto incontaminato: le tele per l'installazione. Appositamente per l'installazione alla Galleria Blu, ambiente che conosco così bene (la prima mostra personale risale al settantacinque, e mi è stato così familiare da sempre) che ho pensato a sei tele di grandi dimensioni: tre tinte dal blu intenso al nero, le altre segnate soltanto con grafite e cere colorate. Un ambiente così familiare, dicevo, mi ha spinto a modificarne la struttura quanto più possibile, creando una struttura nella struttura: una sorta di ventre nero foderato da una placenta bianca. I nastri che sono fissati ai quattro angoli della tela e nella scansione di un metro e mezzo lungo il perimetro, compaiono anche nell'interno della tela a proseguire il segno del pastello colorato.

SEGNO NASTRO
IL NASTRO COLORATO DISEGNA SULLA TELA BIANCA (E' UNA TELA TESA SU UN TELAIO PARTICOLARE CHE HA UN NUMERO IMPRECISATO DI ASOLE COSTRUITE SU UNO SCHEMA GEOMETRICO) IL NASTRO DISEGNA UN PERCORSO CHE PUO' ESSERE SEMPRE REINVENTATO.

Presente, passato, passato prossimo, trapassato non capisco se la situazione sia gradevole o no, Milano, San Francisco, Milano; studio a Milano, volo da Milano a San Francisco, Milano, studio, San Francisco, Kala, Politecnico, Kala.... Balzi in un passato che talvolta ricordo in modo cristallino, altre ho bisogno di consultare le note biografiche di un mio catalogo. La continuità del lavoro, l'uso degli stessi materiali in ambienti diversi. Mi tornano in mente nitidamente gesti e volti "storie" più o meno piacevoli risolte o no. Ho cancellato nomi, ho perso per strada tessere del puzzle che non so se mi sarà possibile completare, con questi buchi. Si ricorda maggiormente quello che si vuole cancellare, sfoglio inutilmente i miei ricordi e trovo quello che non cerco. Questi appunti sono stati scritti in luoghi e tempi diversi, parlano di un passato che è ancora presente, diverse anche sono state le finalità.

Mi sembra di avere un'ala legata ad un braccio, un'ancora legata a un piede. Icaro spaccato in due come una mele verde. Piovono gocce del succo nel Mediterraneo che generò la flotta di Achille Lauro, i semi, le basi americane in Sicilia, la buccia di una vecchia fotografia ingiallita della Lollobrigida che fa il bagno a Marina di Pisa, galleggia nel mare brodoso dell'Adriatico inquinato.

L'OCCHIO SEGUE LE VIE CHE NELL'OPERA GLI SONO STATE DISPOSTE.
FINCHE' NON RAGGIUNGERAI LA VERITA' NON POTRAI CORREGGERLA, MA SE NON LA CORREGGI NON LA RAGGIUNGERAI; NEL FRATTEMPO NON SCORAGGIARTI.

Revisore, sì, il nome di questo segno e Deleatur lo si usa quando abbiamo bisogno di sopprimere e cancellare, la stessa parola lo dice, e vale sia per le lettere singole che per le parole intere. Mi ricorda un serpente che sia pentito di mordersi la coda.

Non salga il calzolaio al di sopra del sandalo.

La pittura e la musica? La musica continua a resistere, da quando è nata vuole liberarsi della parola ma ritorna sempre all'obbedienza.

Se pensi che io creda a tutto quello che scrivo e dico e leggo, sbagli.

La pittura non è altro che letteratura fatta con i pennelli (lo dice Saramago) l'umanità ha cominciato a dipingere molto prima di saper leggere. "Se non hai il cane caccia col gatto". Chi non sa scrivere dipinge o disegna (lo dice Saramago): è quello che fanno i bambini. Se non hai una penna e un blok notes, ti trovi in un Paese straniero e conosci la lingua in modo rudimentale, sei un uomo perso. Il termine verità da sempre mi ha fatto accapponare la pelle, sono relativamente d'accordo con Saramago: ciò che dice risulta senza possibilità di scelta, come se poi nella vita in realtà di scelte ce ne fossero se non determinate da gesti apparentemente trascurabili: "quanto zucchero nel caffè?'' un attimo di sospensione, avresti voluto dire no o uno, ma rispondi d'impulso grazie. Da questo momento la tua vita cambierà segnata dal rimorso e da interrogativi senza risposta, "perché due cucchiaini di zucchero quando l'ho sempre voluto amaro IO?". Su questo tema si basa la maggior parte della letteratura sudamericana da Borges in poi, contro presunte certezze.

Si ... ma ... se hai tanta pazienza nell'insistere a telefonarmi non pretendere che io ne abbia abbastanza per risponderti. Non mi aspetto che a ogni mia richiesta corrisponda una risposta positiva né appropriata.

IL SEGNO NELL INSTALLAZIONE
IL NASTRO COLORATO MISURA LO SPAZIO, DISEGNA, SOSTIENE, SOSPENDE, HA UNA FUNZIONE MECCANICA ED ESTETICA NELLO STESSO TEMPO. TENSIONI E FUGHE PROSPETTICHE. IL NASTRO SEGNA COME UN TAGLIO NEL CIELO.
La coda del cammello, la proposta del quadro, il quadro al di fuori di se stesso, la tela che dipinge, la noia di scrivere, l'impazienza di raccontare, la moglie del pompiere.

"RICOPIATO"
Per seguire la stessa metafora animistica dall'espandersi e dal contrarsi del segno: i1 quadro, stretto dalla pancera del telaio, tira fuori un piede da sotto le coperte.

EBBENE SIA IL LENZUOLO SCIVOLA DAL MATERASSO, LA TELA DEL TEPEE SIUX SI SROTOLA PER UN NUOVO ACCAMPAMENTO, LA PAGINA SCAPPA DAL LIBRO. HO, HANNO SCRITTO E DETTO COSI' TANTO CHE ADESSO MI ANNOIEREI NEL RIPETERMI (EBBENE SIA) ... 
 

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