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SEGNO SUL MURO IN STUDIO. Il mio lavoro ha dei ritmi tecnici costanti, ogni operazione da allo studio un particolare aspetto e assetto, anche per lungo tempo. Segno sulla tela un reticolo di linee a matita che mi serviranno a determinare le zone da colorare successivamente. E' facile immaginare quello che succede: il segno deborda dalla tela al muro dove è appoggiata, quando la tela è rimossa resta una cornice di segni intrecciati.

IL SEGNO DEBORDA DAL RETTANGOLO BIANCO CHE LO DETERMINA. Per anni ho ridipinto il muro di bianco, la presenza di questa traccia mi disturba e mi distrae dalle operazioni successive, fino a che ho improvvisamente recepito il messaggio interrogativo che la parete mi ha mandato: segno sul muro a testimonianza di un'opera.

SEGNO SUL MURO TESTIMONIANZA DI UN'OPERA
L'IMPRONTA MISTERIOSA SULLA SABBIA, DI CROUSUE, IN QUESTO CASO ANCORA PIU' MISTERIOSA PERCHE' IN NEGATIVO.

Quale quadro ha lasciato l'impronta sul muro? Dopo cinque o dieci che ne ho segnati uno dopo l'altro? I segni si sono infittiti e sovrapposti per giorni e giorni. Le domande che mi ripropone la parete sono tante: IL SEGNO CHE RESTA E' IN QUESTO CASO PIU' IMPORTANTE DI QUELLO CHE LO HA DETERMINATO? LE POSSIBILITA' DI DETERMINARE IL PERCORSO INTERNO SONO ILLIMITATE. IL LABIRINTO VIRTUALE... MA L'ESTERNO SOMIGLIA O SUGGERISCE IN REALTA' L'OPERA NON RAPPRESENTATA? Come se di un gesto rimanesse la traccia oleografica, l'immagine nel vuoto, ma non del corpo che l'ha generata.
PER QUALE QUADRO?

NASTRO E SEGNO SULLA TELA SOFT

Il sasso nell'acqua genera segni concentrici, cambia la frequenza, mano a mano il cerchio si allarga fino a perdersi sulla superficie che torna ad essere piatta.

Un terribile scatto... la molla di quintali di muscoli, un turbine di argento, il grido di una preda colorata e di nuovo silenzio immobilità. Il coccodrillo è di nuovo in agguato in questa apparente calma carica di tensione. La proporzione degli avvenimenti in studio è inversa: un sassolino genera maremoti.

Andavo a pescare tanti anni fa, durante la notte. All'alba il mare è assolutamente piatto, uno specchio senza riflessi, vedo passare una barca che sembra appoggiata sull'acqua più che solcarla ed è incredibile, in proporzione, la turbolenza che riesce a produrre in questo silenzio plastico. Bene, gli agguati nello studio generano situazioni che a stento riesco a controllare. L'innesco, dopo tanta attesa, produce un'enorme esplosione.  
 

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