Home

 


©1999 KIM HARRINGTON (510) 653-6554

Peccato conflittuale, peccato contrattuale, peccato originale, l'alleanza infranta tra Dio e gli uomini, peccato di contaminazione, peccato è la confusione.
Non sempre la punizione inflitta al peccatore restituisce la pace.
E così Dio distrusse il Paradiso Terrestre nel grande lago canadese, con un calcio lo frantumò in piccoli isolotti incantevoli che mantengono per sempre la memoria della perfezione e della bellezza perduta: le isole delle stelle.
La tribù degli , peccò nel pronunziare, formalizzare l'aggettivo possessivo. La Bibbia nella metafora del peccato originale a noi occidentali ci fa mangiare la mela: il frutto proibito della conoscenza che contiene la consapevolezza, la paura della morte, del tempo storico, del piacere sessuale disgiunto dal fine della procreazione, dal piacere del possesso, dall'infliggere la morte, dall'auto distruzione della violenza contro la natura; l'uomo il più indifeso della specie animale fu eletto a signore del creato solo perché fu fatto a sua immagine e somiglianza.
Il frutto doveva essere acerbo perché poco giovò all'umanità che poco sa di tutto.
Dio non è sazio, Dio si annoia, Dio decide che mette alla prova gli uomini ancora una volta.
Legò il frutto di jucarà a una lunga corda e lo fece scendere sulla terra fino a sfiorare la punta delle dita del più alto degli uomini eretti, che videro il frutto meraviglioso irradiante luce e profumo, sapore e sapere seduttore ma non riuscirono a coglierlo.
Il più alto trasportò a fatica una pietra e ci salì sopra e Dio tirò la corda per farlo salire… di un poco... che non l'acchiappasse - TRE PIETRONI UNO SULL'ALTRO A CUI RISPONDONO TRE TIRI DI CORDA - da una nuvola che già si divertiva a guardar di sotto affacciato comodamente disteso e passava il tempo. Un giro di pietre e tronchi tenuto insieme da fango, paglia, corde e pietrisco e si riunirono le prime tribù ma ogni volta che il frutto sembrava essere cosi vicino si innalzava ancora di un pelo da non poterlo prendere.
E durò tanto e tanto furono le tribù di tutta la terra che si riunirono e la torre cresceva nel vuoto e altrettanto si alzava il frutto dello jucarà.
L1ansia accelerava i tempi di costruzione sempre più vicino al cielo che toccò le nuvole fino a sfiorare l'esca della conoscenza, nell'ultimo tiro di corda Dio ritrasse in fretta il frutto ma nella mano dell'uomo che l'aveva sfiorata, rimase il profumo e la curiosità del piacere che poco sa ancora e anche sfiorò il piede di Dio che per la beffa e il prurito scoppiò in una risata così forte, da Dio, che sconvolse le loro menti.
Da allora non seppero più parlare le parole degli altri né lavorare insieme per un supremo ed unico fine e l'uno prese a distruggere quello che l'altro costruiva. Fu la fine, chi rubava di sotto per portare di sopra, della torre dell'uomo che precipitò con fracasso e tutti a culo per terra non si conobbero più e vagarono nelle terre che non avevano mai conosciuto prima.
Dio riprese il proprio ozio e il sonno che non ha tempo.


 

Copyright 1999-2002 Sandromartini.org