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La pagina bianca

Rituali, liturgie, stratagemmi, strategie dell'artista nel confronto della muta attesa del foglio, tela palcoscenico dell'espressione nella mia esperienza personale e nell'osservazione che mi proviene dai seminari e dall'insegnamento in Paesi diversi.

Anedottica e letteratura: citazioni da Calvino, Soriano, Taibo II Arpino.

La valenza e il significato del tempo nelle arti visive.

 

Tecnologia dell'arte

Tecnologia e utenza
Pittura e musica
Incisione e cucina

Comprensione attraverso la tecnica
Occidente e oriente a che serve

Pennello. Strumento.

 

Mi è venuta un'idea …

Non è necessario ma utile alla comprensione di un'opera d'arte conoscerne la tecnica dalla voce stessa dell'artista... quando è possibile.
La tecnologia dell'arte farà sorridere... la tecnologia dell'arte il rovescio nello stereotipo della mitologia romantica a cui è legato il mondo della libertà assoluta, stravaganza, genio e sregolatezza.
Quando ho studiato - e mi risulta ancora adesso - si insegnava nelle materie d'arte dell'accademia tecnologia della pittura, dell'incisione e dell'affresco; regole e ricettari dell'espressione come non potrebbe essere così, esiste una tecnica, disciplina per suonare uno strumento musicale, per sapere cantare tanto più. Nella pittura si fa indispensabile e necessaria dove oltre alla manualità è la conoscenza della chimica e del comportamento dei materiali; trovo implicito questo discorso per la scultura e l'incisione.
Non basta l'acquisto di pennelli, colori, tavolozza e cavalletto per sentirsi pittori, a nessuno verrebbe in mente di comprare una bacchetta da direttore d'orchestra o un violino non conoscendo affatto la musica.
E' vero che siamo utenti di strumenti tecnologici più o meno sofisticati di cui poco sappiamo se non la funzione: quasi nessuno, tranne gli specialisti, riuscirebbe a ripararne un guasto compreso il famoso carburatore e tanto meno in una situazione fantascientifica di azzeramento sarebbe capace di trasmettere o ricostruire un qualsiasi oggetto tecnologico, preparare le componenti della polvere da sparo o un motore a scoppio, ceppi su cui si basa la civiltà industriale moderna. Nella mia esperienza, tornando all'incisione, pochi collezionisti sanno distinguere con un colpo d'occhio un incisione da una litografia, da una litografia industriale meccanica ad una stampata a mano ed eseguita su pietra o zinco.
L'incisione è un mondo affascinante, immutato nei principi dal tedesco Albrecht Dürer ai giorni nostri, estremamente semplice, rigido nei principi, aperto alla sperimentazione.
In cucina dell'arte - mi servo spesso di tale metafora - ogni volta che mi capita di affrontare questi argomenti, trovo che questi due mondi molto si somigliano: regole di base ed ingredienti elementari, semplici che con fantasia, creatività ed esperienza possono farsi estremamente complessi e sofisticati.
Non è detto che un buon incisore debba essere ritenuto un artista ed il contrario. Infatti Morandi, Fattori e perfino Piranesi si avvalevano di una tecnica elementare, Picasso virtuoso come sempre: c'è differenza fra espressione e conoscenza del mezzo.
Ho avuto nel 1964 la grande fortuna di avere incontrato uno dei più grandi stampatori del mondo con cui ho lavorato, salvo sporadiche occasioni, fino a oggi: Giorgio Upiglio
, che mi ha fatto conoscere ed amare l'universo della carta, degli acidi e dei metalli. Non ho mai inchiostrato una lastra e stampato un foglio di prova, anzi sono viziato da eccellenti assistenti ma... ma conosco a tal punto la tecnica da usarla con la stessa naturalezza che è per un dattilografo la macchina da scrivere, per esprimermi.
Si capisce dall'incisione se l'artista è pittore o scultore, come da un quadro se è anche incisore ed è semplice: i linguaggi tendono a fondersi e completarsi. Si può ascoltare e apprezzare un concerto a livello emozionale, ma più forte è il godimento se si conosce la musica che fornisce le risposte a sfumature che altrimenti ci sfuggono; ciò non toglie che l'opera d'arte in quanto tale deve comunicare a tutti a vari livelli, ma forse non è del tutto vero: un gesto elementare in una diversa posizione geografica può essere interpretato in maniera opposta rispetto alle intenzioni.
Ho conosciuto a New York un raccoglitore di arte africana se vuoi capire quest'espressione, quando vedi una scultura e?????? domandarti a che cosa servisse, che funzione avesse; mi ha insegnato questo il direttore del museo dell'uomo di Parigi mi ha detto. Lo stesso discorso l'ho trovato in un recente libro di Carpentier che adesso vi riferisco.
Lo stupore di veder battere uno spago su un muro, la sospensione del filo a piombo stupisce chi è abituato ad usare in modo esclusivo i mezzi tecnologici.
Mi scuso se sono stato troppo esplicito fino alla banalità; il mezzo tecnologico della pittura rimane un pezzo di legno alle cui estremità sono legati dei peli animali: il pennello.

 


 

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