Caro Filippo, Un giorno ero molto nervoso. Un giorno ero molto stanco. Un giorno ero molto avvilito. Non era un giorno ma era una sera e non avevo ancora cenato, provai a fare qualche telefonata ma era domenica ed erano tutti a spasso. Non c'era Jon e neppure Robert o Susan e perfino Jorg. Decisi così di andare a trovare la morte, che di sicuro sarebbe stata a casa, pensai. Non avevo l'indirizzo e anche nell'elenco telefonico non riuscii a trovarlo, provai a domandare per strada se qualcuno sapesse dove diavolo abitasse, tutti però erano spaventati e a quella domanda scuotevano la testa e voltavano le spalle. Trovai un vecchio nero che pisolava su una panchina scomoda e fredda, non aveva né da coprirsi né da mangiare. Sai dove abita la morte? gli dissi. Si certo - mi rispose - gira intorno al primo palo telegrafico che troverai sette volte, chiudi gli occhi e vai dritto dove vuoi, abita proprio lì la signora morte.
Feci con diligenza tutto quello che il nero mi aveva detto dopo che gli avevo lasciato un po' di soldi, un pacchetto di sigarette e una che sarebbe stato per un attimo contento, pensai. Mi sorrise. Tu vuoi sapere quando e perché vengo a prendere la vita degli uomini...a raccogliere? - mi domandò - mio caro, quando un uomo nasce, nasce con due semini, uno della vita e l'altro della morte, e tutti e due germogliano: quello della vita ti fa forte intelligente o coglione... dipende... ma anche il semino della morte cresce e germoglia. Ogni seme produce una pianta, un fiore e un frutto, il frutto della vita matura ma non sempre, e quello della morte anche, e quando è bello che maturo io vado a raccoglierlo. A volte mi sbaglio perfino io, lo annuso, lo tasto e se è ancora acerbo devo tornare un'altra volta, quando il tempo è giusto non si può proprio sbagliare, cade quasi da solo.
Ma mi dica per favore bella signora... perché c'è chi muore giovane o troppo vecchio o addirittura bambino e poi chi muore per malattia o ucciso da altri uomini?
Ti ringrazio del complimento e dammi pure del tu, vedi... ogni seme germoglia male o bene, rigoglioso e fiorente a seconda del terreno che trova: se una persona si comporta bene e saggiamente la terra della vita è più ricca di quella della morte. Capisci da solo, il seme della morte al contrario, cresce meglio nei veleni e nel disordine, e poi ci sono dei frutti che cadono prima di crescere, sta scritto nella sorte e nella natura. Per finire la stupidità degli uomini è grande e spesso più forte della tempesta che distrugge i raccolti prima del tempo, succede molto spesso e io sono molto seccata perché ho troppo lavoro quando c'è la guerra che non finisce mai. Lascia poi un po' di domande alla tua mente: le domande che l'uomo si pone e l'amore alimentano la vita. E quando qualcuno decide di togliersi la vita come la mettiamo? gli dissi a bruciapelo. E' semplice la risposta: c'è chi taglia con le proprie mani il frutto non ancora pronto dalla pianta della vita, è molto brutto un frutto acerbo, non serve a nessuno, neppure i porci lo mangiano, ma qualche volta è la troppa sofferenza o malattia che li fa agire in tal modo. Ero proprio contento di avere incontrato la signora Morte, ci baciammo sulle guance e non potei fare a meno di darle un pizzico sul sedere, si mise a ridere e mi disse Un po' di rispetto per la morte, non si scherza con la morte, arrivederci. Ma aspetta, va a trovare la signora Vita un giorno che non hai molti compiti da fare, fa pure il mio nome che siamo molto amiche. Non dimenticare però Dio, potrebbe esserti utile conoscerlo meglio, è molto anziano e come tutti i vecchi è permaloso se sa, e sa, che sei venuto da noi senza pensare prima a Lui, di certo se ne avrà a male e diventa irascibile. Hai mai sentito parlare del diluvio universale, delle cavallette, del fuoco eterno e distruttore, della bomba atomica? Vedi un po' tu cosa sarà meglio fare, torna dal vecchino alla panchina all'incrocio di San Pablo e Hollis, proprio sull'angolo, ti darà lui gli indirizzi. Ho da fare adesso. Va con Dio!
Seconda storia, secondo appuntamento. Secondo incontro. Sempre di domenica!
Mi ritrovai così all'angolo fra San Pablo e Hollis: il vecchietto era ancora lì, sulla panchina, appisolato come la prima volta che lo avevo incontrato. Gli domandai se voleva una sigaretta, io non fumo, avevo però indosso il cappotto di mio padre per sbaglio, senza aprire gli occhi quello allungò la mano...
Devo andare a trovare il signor Dio: mi serve il suo indirizzo dissi. In parte è vero - sospirò - pensa ad una torta al cioccolato gigantesca e prendine una parte per te, una fettina è composta con gli stessi ingredienti di tutta la torta e anche una fettina ha lo stesso sapore dell'intero, ebbene Dio è la torta e tu sei la fettina e un'altra fettina è il gatto, la seggiola, il treno, la pulce, l'oceano, le stelle l'universo - che così poco conosciamo - e uno spaghetto al pomodoro. Tutto quello che puoi immaginare e Se non troverai la parola troverai te stesso ma vale la pena! Dammi quanto abbiamo pattuito e buona fortuna, ma ricorda: il bene e il male, il bello e il brutto, il bianco e il nero, il pieno e il vuoto, il silenzio e il rumore sono Dio: tutto è Dio. Ti regalo l'indirizzo della signora Vita: se ti andrà portale i miei saluti, non essere sciocco o pigro; adesso lasciami dormire un poco.
Rimasi sbalordito ancora una volta e pensai un poco, poi tornai dal vecchietto alla panchina e gli dissi: Ti darò dodici - dieci dollari e due pacchetti di sigarette.
Dopo aver messo via quanto gli avevo promesso si alzò in piedi e sembrò più grande due volte di quando stava sdraiato, mi disse ma è davanti a te e dietro di te, coglione! Fa due passi avanti e uno piccolo indietro e la troverai. Terza storia Terzo incontro Terzo appuntamento La vita era una signora non più giovane: capelli bianco argento, portava gli occhiali ed era magra e fragile, ma di quella fragilità apparente che fa capire che può ancora scalare montagne e attraversare da sola un deserto a piedi. Non restare lì impalato come uno stoccafisso, siedi su questa poltrona e pensa che io potrei essere tua madre, ...tua sorella, ...tua nonna o la tua donna quando sarà il tempo giusto. Il tempo... il tempo... sta già bollendo l'acqua per il tè.
La casa era piena di animali: due cani e da sotto il divano si vedeva la coda di un cucciolo e un altro abbaiava festoso in giardino, i gatti giocavano fra di loro e facevano dispetto ai cani che dormicchiavano, nel centro della stanza troneggiava una vasca enorme dove si muovevano con lentezza pesci di tutti i colori e vicino alla finestra una voliera altrettanto grande dove svolazzavano uccelli di tutte le razze che non avevo mai visto nemmeno sui libri.
Sono domande molto importanti, meriterebbero risposte altrettanto importanti e soddisfacenti per te, ma mangiati un buon biscotto a tutti i gusti e bevi un sorso di tè che ti dirò... ti risponderò... ti dirò che cosa? mi sono già dimenticata che cosa mi hai chiesto, ripetimi la domanda, intanto sarà meglio che vada a chiudere la finestra che fa vento e tornerò subito.
Bene vediamo... ma che bella giornata si è fatta non è vero? Ti chiami Filippo, la tua mamma Rita e il tuo babbo Sandro, vedo che sei sereno. Bene, ti piace leggere e vai bene a scuola, non è vero? Ma io sono venuto per sapere! provai ad insistere.
Io non posso rispondere alle tue domande perché la vita è un segreto
Mi abbracciò e chiuse la porta di fretta come se temesse che qualcosa fuggisse dalla sua casa o entrasse dentro. Stavolta rimasi proprio deluso da questo incontro, ma avrei avuto tutto il tempo della mia vita per capire meglio ciò che mi aveva detto, di certo era importante ma mi sembrava troppo semplice o troppo complicato.
Quando uscii dalla casa non era sera, l'orologio mi diceva che erano appena le dieci del mattino. Il tempo... il tempo...? Il tempo era ventoso ma bello così me ne tornai a casa. E' strana la vita - mi dissi - chissà quale relazione ha la vita con il tempo? La vita si consuma come un paio di scarpe, o si srotola come un gomitolo di spago che si può anche riavvolgere?
Un grande abbraccio,
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