Palazzo Braschi, Roma, 1976

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"..... Martini ha dovuto decidere se essere vitalistico, , espansivo, eccetera, o rendere vitalistica e espansiva la pittura; secondo me, l'importanza di Martini è di aver affrontato con decisione questo discorso. Posso quindi usare una tautologia e dire che Martini dipinge la pittura, la elabora e la rappresenta, e che le sue pulsioni sono tutte dentro la pittura, la quantità è sì quantità di vissuto, ma quantità di vissuto in quanto colore, spazio, eccetera. Per cui ecco la natura: la pittura è natura. O noi ci buttiamo nella pittura come un codice artificiale parlato solo convenzionalmente per ragioni storiche e allora, da un certo astrattismo geometrico in avanti, è possibile fare delle operazioni sintattiche, oppure dobbiamo decidere per il fatto che la pittura è una realtà, è natura in se stessa, storicamente."

da una conversazione con Paolo Fossati alla Galleria Mantra, Torino, 1975