Mercoledì 5 novembre 2003 è stata inaugurata una mostra personale di Sandro Martini presso il Centro Arbur d'Arte di Milano - Palazzo Annoni, Corso di Porta Romana 6, dal titolo Gato's - fugato - Scratches.
Per informazioni: tel. 02 72018542; fax.: 02 86998812. Fino al 9 gennaio 2004
Il catalogo, curato da Claudio Cerritelli e Luigi Sansone, è disponibile presso la galleria.
La mostra si caratterizza per un'installazione inedita che si intitola I graffi del gatto accompagnata dai relativi progetti e da un gruppo di opere che testimoniano la ricchezza immaginativa e l'originalità espressiva del lavoro pittorico di Sandro Martini.
Attraverso vetri incisi, colonne di plexiglass e tela, collage, discollage, tecniche miste su carta, inchiostri, acquarelli, libri d'artista stampati ad acquaforte-acquatinta, la rassegna rende omaggio alla complessa ricerca di uno degli artisti più sperimentali nell'ambito della pittura internazionale, capace di passare dalla superficie all'ambiente, dalle tecniche manuali alle nuove tecnologie, come un esercizio naturale che si rinnova nel processo ininterrotto delle idee.
Scrive Claudio Cerritelli in catalogo: Quello che Sandro Martini propone attraverso i materiali di questa mostra è qualcosa di profondamente legato alla memoria della pittura, alle modalità inconfondibili del suo lavoro, alla tonalità del tempo e dello spazio esplorato dagli anni Sessanta ad oggi attraverso molteplici incarnazioni. (...) L'arte di Martini si nutre del tempo come materia inseparabile dai meccanismi fattuali della pittura, siano essi gesti istintivi o azioni programmate, movimenti lineari o disgregazioni del pigmento, curvature dello sguardo o tensioni diagonali che spingono lo spazio altrove.
La produzione di carte accompagna il percorso di Martini fin dall'inizio della sua carriera, esse possono essere considerate - come suggerisce Luigi Sansone nell'intervista all'artista - pagine di un diario interiore, segni di un processo mentale che costituisce uno dei caratteri persistenti della sua arte.
Disegnare è come in eterno scrivere suggerisce Martini, ed in effetti i dipinti disegnati, incisi nelle opere di questa mostra volano in una dimensione, testimonianza dove il colore evoca altre atmosfere e sconfinamenti spazio-temporali. Nell'occasione è stato pubblicato un catalogo con la riproduzione delle opere esposte ed interventi critici dei curatori Claudio Cerritelli e Luigi Sansone.
Venerdì 31 ottobre 2003 alle h 18:30 nella Sala delle Conferenze di Palazzo Reale in Piazza Duomo 12 a Milano, è stato presentato il volume SANDRO MARTINI, curato da Nathalie Vernizzi.
Ne hanno parlato con l'artista Carlo Bertelli, Ferdinando Scianna e Nathalie Vernizzi.
In occasione dell'evento Sandro Martini ha realizzato una installazione nello spazio prospiciente la sala conferenze.
Per informazioni: Marina Bignotti, Ufficio Stampa Libri Scheiwiller, tel. 02 58307707
SPAZIALIZZAZIONE DEL TEMPO NELL'OPERA DI SANDRO MARTINI
L'opera d'arte, come il mondo, è una forma vivente: essa è, non ha bisogno di giustificazione. [
] Succede lo stesso per una sinfonia, una pittura, un romanzo: è nella loro forma che risiede la loro realtà. [
] Ma è anche nella loro forma che risiede il loro senso, il loro 'significato profondo', cioè il loro contenuto. Non esistono, per uno scrittore, due maniere possibili di scrivere uno stesso libro. Quando pensa a un romanzo futuro, è sempre una scrittura che gli occupa la mente, e richiede /esige la sua mano. Ha in testa dei movimenti di frasi, delle architetture, un vocabolario, delle costruzioni grammaticali, esattamente come un pittore ha in testa linee e colori. Ciò che succederà nel libro viene dopo, come emanato dalla scrittura stessa.
Alain Robbe-Grillet
In Quelques notions périmées Paris, 1957.
Poiché un fenomeno artistico è inscritto nel suo tempo, profondamente legato al luogo e al momento che lo ha visto nascere, lo storico dell'arte ha il compito di evidenziare come una certa opera sorga in un dato momento e in un determinato luogo. Se, come per il passato, l'arte del XX secolo si inscrive nel tempo, nello spazio e nella storia, nel senso che la storia è un luogo fatto di spazio e di tempo dove i nostri atti si compiono, essa dà l'abbrivio a un rapporto del tutto inedito con lo spazio e il tempo che rende molto più complesso il compito dello storico. Mentre la pittura tradizionale si voleva fissata nell'eternità ed esprimeva un pensiero estetico in maniera certamente diversificata ma in definitiva unidirezionale, la posta dell'arte moderna consiste nel rappresentare, attraverso tutta una serie di ricerche sperimentali, il tempo nello sviluppo dinamico di una durata e non più sospeso nell'eternità. La costruzione di uno spazio quadridimensionale che testimoni il movimento del tempo, ecco la sfida che hanno scelto gli artisti moderni. Per loro si tratta oggi di rendere conto dell'aspetto irreversibile del tempo, della durata dunque, e della sua consustanzialità allo spazio. Secondo schemi scaturiti da presupposti filosofici, spirituali e scientifici della loro epoca, gli artisti si sono impegnati nella modifica della struttura stessa dell'opera d'arte e hanno inventato nuovi idiomi lungo una prospettiva che non si pone più secondo una progressione lineare del tempo. Immerso in una realtà pluridimensionale, l'uomo moderno ha creato un'arte interdisciplinare che spazializza il tempo.(...)
Nathalie Vernizzi, p.17
Giovedì 8 maggio 2003 alle ore 18,30 presso la Libreria Pecorini - Foro Bonaparte 48, Milano - è stato presentato il libro TEMPO RUBATO, incisioni di Sandro Martini e poesie di Corrado Paina. Editore: Atelier Quattordici - Grafica Upiglio 22250
Erano presenti: Sandro Martini, Corrado Paina, Daniela Lorenzi, Daniele Upiglio e Roberto Borghi
Per ulteriori informazioni: segreteria@sandromartini.org
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